Escursioni

Il Rifugio Santa Croce “ Belvedere Marittimo“

Il rifugio “Belvedere” è situato in una bellissima posizione nel cuore del parco nazionale del Pollino e si trova in località “Serra La Croce”, a 1.355 metri s.l.m., in prossimità di una cappella denominata “della Santa Croce” ai piedi del monte “La Caccia” che si erge a 1.744 mt. S.l.m., con una splendida vista sul mar Tirreno.
Il sentiero per raggiungere il rifugio inizia da Contrada Trifari, a circa 700 metri sul livello del mare e si presenta come un percorso di media difficoltà che si completa in circa due ore.
La struttura è stata realizzata nell’anno 2004 ed inaugurata nel giugno 2005 (circa due anni dalla presentazione del progetto), da parte dell’associazione Amici della Montagna ed è realizzata in pietra calcarea locale e legno. Incastonato tra splendidi pini loricati, a pochi passi dalla storica chiesetta della Santa Croce, ha una superficie di circa 40 mq. con un soppalco in legno che ne estende la superficie di altri 35 mq.
Proprio grazie a questo soppalco il rifugio può accogliere comodamente almeno dieci escursionisti (tante sono la brandine da campeggio ivi disponibili) ed il locale è ben riscaldato con un caminetto ed una cucina a legna dove, all’occorrenza, è possibile preparare delle pietanze calde ed è inoltre dotato di una cassetta del pronto soccorso, riserva idrica per le prime necessità e di energia elettrica erogata tramite impianto fotovoltaico. Inoltre è possibile partecipare a visite guidate che, su richiesta, saranno appositamente organizzate con guide locali. 

Reliquie San Valentino “Belvedere Marittimo”

In Calabria, la città dell’amore è Belvedere Marittimo, il paese che si affaccia sul Tirreno cosentino e che custodisce le reliquie di San Valentino dal 24 maggio 1700, quando vennero date in dono, per volontà del Papa, dal cardinale Gaspare del Carpine, vescovo di Sabina, a Valentino Cinelli, contenute in un’urna Da allora il 14 febbraio Belvedere, gemellata con la città di Terni, rende omaggio a San Valentino con vari festeggiamenti cittadini e ogni anno il Convento apre le porte a tutte le coppie di sposi desiderose di rinnovare il loro giuramento e a molte coppie di innamorati che vogliono scambiarsi promesse d’amore di fronte alle spoglie del santo.

Castello Aragonese “ Belvedere Marittimo”

Tra i castelli più belli e meglio conservati della Calabria, il castello di Belvedere Marittimo, altrimenti detto del Principe, fu costruito nella seconda metà del XI secolo per volere di Ruggiero il Normanno. Divenuto e adibito a residenza, prese il nome di castello del Principe. Nel 1490 il castello venne munito di ponte levatoio e ampliato con mura e due torri cilindriche merlate alla maniera guelfa. Ancora oggi l’ingresso è sormontato da una lapide con stemma aragonese retta da due putti .Il castello di Belvedere Maraittimo è una struttura a pianta quadrata con le due torri esposte a sud. Sia queste ultime che le mura presentano accorgimenti di carattere difensivo tipicamente aragonesi, come il redondone e base scarpata. A sud e a ovest si vedono i ruderi del fossato e i piccoli spazi in cui erano legate le catene del ponte levatoio. Il castello del Principe di Belvedere Marittimo è stato dichiarato monumento nazionale e il modello in plastica è riprodotto ne “L’Italia in miniatura” a Rimini.

Grotta San Ciriaco “ Buonvicino”

Situata nei pressi del torrente Corvino, era la grotta dove, secondo la tradizione, il santo andava a pregare. Qui le acque del torrente formano i cosiddetti ‘travertini d’acqua fredda’, caratteristiche formazioni calcaree con salti e concrezioni.

Santuario Madonna delle neve “Buonvicino”

Il santuario si trova a circa un chilometro da Palazzuolo sul Senio, nella frazione di Quadalto, sulla strada statale che porta al passo della Sambuca, vicino alla confluenza tra il fiume Senio e il torrente Lozzole. L’edificio attuale è il frutto della devozione mariana che, in questo luogo, si è tramandata lungo i secoli e che le varie vicende storiche hanno contribuito a rafforzare. Già nel 1400 era presente un pilastrino con una piccola immagine della Madonna, venerata dai viandanti come protettrice dai pericoli delle montagne. Nel 1459, i fedeli costruirono, al posto del tabernacolo, un piccolo edificio, senza altare, destinato alla preghiera, un oratorio, al quale fu dato il nome di Madonna della Neve. La trasformazione dell’oratorio in cappella risale al 1600. Si narra che fu allora che in riva al fiume, sotto la chiesa, venne trovata, dipinta su di una pietra, l’immagine della Madonna, che venne portata sull’altare maggiore della cappella.

Cascata u *Vugliu* “Sangineto”

Lungo la faglia geologica di Sangineto è possibile ammirare l’antico sito “U vuglio”, un bellissimo tracciato che deve il suo nome da una sorgente d’acqua (il Vuglio) che affiora dalla terra, e una cascata naturale all’interno di una grotta.

Si trova a ridosso del centro storico di Sangineto, ed è un percorso semplice che costeggia il fiume. Attrezzatura base, scarpe adeguate.

Percorso prevalentemente al fresco e pianeggiante. Spettacolare la cascata finale incastonata tra le rocce di una grotta! Si accede al sentiero nei pressi della Comunità “lo scoiattolo”.

Santuario Madonna del Pettoruto “San Sosti”

Il Santuario è sito in un luogo solitario e ricco di mistero, sopra il centro abitato di San Sosti, circondato dalle meraviglie della natura tra le alte cime del Massiccio del Pollino. L’appellativo petruto, cioè petroso, roccioso, si riferisce a tutta la zona montuosa presso il Santuario
Oggi la statua è custodita in una teca all’interno del Santuario, elevata a Basilica Minore, da Papa Giovanni Paolo II nel 1979. Nonostante il cammino che porta al Santuario sia lungo e tortuoso, ogni anno migliaia di fedeli proveniente da tutta la regione, salgono fino alle alture del Massiccio del Pollino a venerare la Madonna. Molto sentita è la devozione alla Madonna di San Sosti, anche in diversi paesi lontani, come in Argentina e in Canada, dove gli emigranti hanno continuato a celebrare i riti legati alla Madonna del Pettoruto nei luoghi di residenza. 
Nel periodo dei festeggiamenti in onore della Madonna del Pettoruto, dall’1 all’8 settembre, quando si svolge la millenaria fiera della Madonna del Pettoruto, le strade di San Sosti si riempiono di fedeli e pellegrini, che recitano le loro preghiere alla Madonna e portano i loro voti.

Torre Rienzo “Cetraro”

La Torre di Rienzo è una torretta di avvistamento da cui Cetraro si difese da più assalti nei secoli passati. Pare che una volta una cannonata sparata dalla torre colpì in modo determinante una nave turca, costringendo alla fuga gli assalitori. Gli abitanti di Cetraro attribuirono questo fortunato colpo alla benevolenza di San Benedetto e da allora ogni anno il giorno della festa si ha la processione di barche sul mare in onore del santo. La torre si trova su un costone roccioso vista mare.

Cascata Abatemarco “Santa Maria del Cedro”

Sfocia nel mar Tirreno, nel comune di Santa Maria del Cedro, il fiume Abatemarco che attraversa anche i comuni di Grisolia e Verbicaro. La suggestiva e boscosa valle del fiume, rigogliosa di natura e di alberi secolari, è facilmente percorribile grazie ad una strada interpoderale che inizia dove sono i ruderi del Castello di San Michele e sale fino al confine meridionale con il comune di Verbicaro, offre innumerevoli spazi naturali ed aree attrezzate con panche e tavoli in legno, lungo il percorso si possono ammirare estesi campi di cedri.

Riserva naturale regionale Valli Cupe
Pre-sila Catanzarese”

La Riserva Naturale di Valli Cupe è un’importante area naturalistica della Calabria. Per chi ama le escursioni a contatto con la natura, ma anche per chi vuole trascorrere una giornata diversa e allo stesso tempo emozionante, vi consigliamo di visitare l’area delle Valli Cupe. Situate nel comune di Sersale, nel cuore della Calabria in un luogo meraviglioso e quasi sconosciuto, le Valli Cupe custodiscono uno dei canyon più grandi d’Europa Il territorio è caratterizzato da pareti di roccia alte fino a 130 metri, che cadono a picco formando profonde gole, grotte ed anfratti dove trovano rifugio numerose specie di animali e volatili. Tale conformazione dà vita a numerose cascate e laghetti, immersi nella fitta vegetazione dove è possibile fare anche il bagno. Nei dintorni si trovano alcuni resti di castelli, monasteri ed anche paesi abbandonati, come il monastero Santi Tre Fanciulli, il borgo Marcaglione e di Barbaro, la cui fine è legata alla leggenda del cavaliere Orlando. Per l’escursione è preferibile indossare delle scarpette da ginnastica e portare con se dell’acqua, visto che non è presente nessun punto di ristoro. All’interno della Riserva delle Valli Cupe si trovano castagni secolari, tra i quali il Gigante Buono, che ha quasi 500 anni e una circonferenza di oltre 8 metri, e i Giganti di Cavallopoli, che prendono il nome dalla vicina cascatella, con il Gigante Malandrino dalla circonferenza di circa 7 metri.